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Commenti di opinion leader al libro LE PROFESSIONI PER L'IMPRESA |
Il libro curato da Claudio Antonelli ha il grande merito di richiamare l’attenzione sul mondo variegato delle nuove professioni. Il testo propone un quadro articolato del lavoro professionale, da cui emerge l’importanza e il contributo che esso dà all’economia di un Paese come l’Italia. Giustamente pone i problemi del perché non vi sia una sufficiente attenzione a questo fenomeno e del perché il mondo delle professioni, non sia adeguatamente considerato da imprese, istituzioni, sindacati, mondo politico, opinione pubblica. - - - - - - - - - - - - - - Ho letto il lavoro di Antonelli principalmente con l’occhio del responsabile di una struttura impegnata a fornire servizi all’interno di un Gruppo internazionale, ma talvolta sono andato con le riflessioni ai miei precedenti vent’anni di consulente. Con queste due diverse prospettive, mi sono ritrovato spesso a considerare come il modello complessivo delle “Professioni” si adatti bene a descrivere il percorso virtuoso, gli elementi in campo, le forze di accelerazione e bilanciamento che contraddistinguono le organizzazioni finalizzate alla produzione di servizi e beni intellettuali d’eccellenza. - - - - - - - - - - - - - - Aver posto l’accento sul problema dell’associazionismo mi sembra il pregio maggiore del libro di Antonelli, perché la troppa insistenza, certe volte, sui requisiti individuali del successo ci porta a dimenticare il versante della natura collettiva delle difficoltà, soprattutto in momenti di crisi come questo che stiamo attraversando. Dobbiamo abituarci a vivere in un clima diverso da quello che abbiamo conosciuto negli ultimi tre decenni. Soprattutto per chi ha fatto il manager o il consulente del management si profila un futuro nel quale i problemi d’identità, associati a un ruolo definito, si presenteranno in maniera acuta e forse drammatica. Chi ha una certa età sarà indotto ad accelerare i tempi del ritiro dalla professione per ripararsi in un esilio sicuro e non doverne subire l’impatto. Ma per altri affrontare problemi d’identità forse può essere stimolante, così come provare a vivere ed operare con propri skill professionali in un mondo dove l’impresa non è l’unico punto di riferimento dell’organizzazione sociale. E allora anche le reti di professionisti dovranno essere un’altra cosa. - - - - - - - - - - - - - - Nella turbolenta evoluzione del mondo del lavoro, le professioni impiegate dall’impresa hanno un ruolo decisivo sia sulle variabili hard come le performance che su quelle soft come la cultura aziendale. Le organizzazioni di successo fanno scelte che ottimizzano il mix tra professioni interne ed esterne e favoriscono lo sfruttamento di tutto il potenziale delle competenze in gioco. - - - - - - - - - - - - - - Uno strumento indispensabile per discutere e dare consapevolezza di sé al mondo delle professioni non regolamentate. Ho apprezzato il tentativo, che considero riuscito, di identificare e delimitare il campo, accompagnandoci, tappa dopo tappa, ad una definizione solida e suggestiva dei nuovi protagonisti dell'economia della conoscenza. - - - - - - - - - - - - - - Antonelli dedica il suo nuovo libro al tema delle professioni per l'impresa, spaziando nel mare più vasto dell'economia della conoscenza e delle professioni intellettuali in generale. Il primo merito è quello di aver individuato il tema delle professioni come argomento che meritasse una riflessione approfondita e ad ampio spettro. Un valore aggiunto è nell’aver raccolto e sistematizzato, in schemi brillanti per chiarezza, utilità ed utilizzabilità, molti contributi che studiosi ed intellettuali (da Davenport e Druker a Butera) hanno scritto sul tema. - - - - - - - - - - - - - - Il libro “le professioni per l’impresa” è utile a tutti perché descrive in modo sistematico l’importanza e le caratteristiche del lavoro professionale nei nostri giorni. Inoltre, rende comprensibile a tutti l’importanza del lavoro professionale sia all’interno delle imprese che, più in generale, nell’economia italiana. Infatti, spiega perché il lavoro intellettuale sia un fattore determinante nella competizione economica attuale e, soprattutto, futura. - - - - - - - - - - - - - - Il testo “Le professioni per l'impresa” apre al lettore profano ed anche al giornalista (tuttologo, ma sostanzialmente approssimativo) un’interessante finestra su un mondo per molti sconosciuto. Ci dice che l'impresa non è più un organismo chiuso, o che almeno esiste una scuola di pensiero per renderla sempre meno chiusa, grazie alla rete di collaboratori e di professioni collegate, che crea un lavoro collettivo. Oggi, del resto, tutto è lavoro collettivo, anche un giornale o un network televisivo. Senza una rete nessuno ce la fa, in nessun campo. L'impresa-rete è già un pezzo di futuro. - - - - - - - - - - - - - - In un momento in cui è possibile sentire ancora affermare in Parlamento, non al bar, che le professioni intellettuali sono solo quelle per le quali esiste un Ordine, senza che chi ascolta abbia un moto di orgoglio e smentisca seccamente l’oratore, leggere libri come quello di Claudio Antonelli riconcilia con la ragione. Certo, se è vero, come è vero, che viviamo nella economia della conoscenza, se le società evolute come le nostre in questo nuovo secolo si nutriranno soprattutto del sapere professionale, va notato che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Ma, è stato detto, nessun esercito può fermare le idee. E’ bene però che ci siano persone di buon senso che le aiutino a correre. Il merito del libro di Antonelli è proprio questo: analizza con precisione e commenta con intelligenza i singoli elementi che costituiscono lo stato dell’arte delle professioni intellettuali, razionalizza il tutto e ne trae le inevitabili conclusioni. - - - - - - - - - - - - - - Ho letto con interesse il saggio di Antonelli: è un contributo maturo nel collegare nuove figure socio-professionali ad un vasto processo di innovazione organizzativa. - - - - - - - - - - - - - - Ho trovato interessanti i contributi di Antonelli e degli altri autori. Ripensando alla ricerca che ho curato nel 1987 Lavorare a Milano, il libro mi ha fatto vernir voglia di ripetere la ricerca a vent’anni di distanza. Sarebbe interessante studiare l'evoluzione delle professioni nel capoluogo lombardo. - - - - - - - - - - - - - - L’impresa, oggi come in passato, è un’istituzione. Un’istituzione fatta di tante componenti: il capitale, la proprietà, l’organizzazione, il lavoro, i consumatori. Tuttavia, l’impresa è cambiata profondamente negli ultimi anni: da istituzione statica è diventata sempre più dinamica e aperta. I confini d’impresa si sono fatti sempre più traspiranti: si confondono ormai con la comunità esterna, il territorio, la rete globale in cui sono inseriti. - - - - - - - - - - - - - - Il libro di Claudio Antonelli ha preceduto di mesi l’entrata dell’argomento professioni nel taccuino caldo della politica. Si dirà, c’era sempre stato: è vero, ma l’argomento ha avuto un percorso assai accidentato. Si discusse molto di professioni negli anni cinquanta, quando i partiti liberale e repubblicano prima maniera se ne fecero paladini. Poi, dagli anni sessanta in poi, l’argomento si è appannato via via che il lavoro dipendente prendeva il sopravvento tramite la sindacalizzazione attraverso le confederazioni legate ai partiti di massa. Nella cultura ideologica dominante nella Prima Repubblica le professioni sono finite nell’angolo, accusate di volta in volta di parassitismo e di evasione fiscale, a dispetto della protezione democristiana. Negli anni novanta, con l’accelerata crisi della socialdemocrazia (fenomeno europeo) l’argomento professioni è tornato all’attenzione dei partiti in un’ottica essenzialmente elettoralistica. Oggi si scrive e si discute di professioni più di ieri, ma tuttora manca nella politica una visione sociologica corretta del loro ruolo nelle società terziarie. Il prezioso libro di Antonelli va suggerito ai politici, quelli di buona volontà, pochi, che intendano capire come va il mondo. - - - - - - - - - - - - - - Il libro “Le professioni per l’impresa” di Claudio Antonelli fornisce un validissimo ed innovativo approccio scientifico all’analisi del lavoro di “professionista”. - - - - - - - - - - - - - -
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