Commenti di opinion leader al libro

LE PROFESSIONI PER L'IMPRESA
Caratteri distintivi, fattori di successo e testimonianze

 

Il libro curato da Claudio Antonelli ha il grande merito di richiamare l’attenzione sul mondo variegato delle nuove professioni. Il testo propone un quadro articolato del lavoro professionale, da cui emerge l’importanza e il contributo che esso dà all’economia di un Paese come l’Italia. Giustamente pone i problemi del perché non vi sia una sufficiente attenzione a questo fenomeno e del perché il mondo delle professioni, non sia adeguatamente considerato da imprese, istituzioni, sindacati, mondo politico, opinione pubblica.
Inoltre, quello che a mio parere è il contributo principale del libro è lo sforzo di costruire l’identikit della professione. Propone un modello del lavoro professionale che consente di definirne bene le caratteristiche e gli elementi distintivi e di delimitare quindi il campo di osservazione. Ritengo che una più chiara definizione delle professioni intellettuali e l’identificazione delle caratteristiche chiave siano importanti per creare quella identità che è fondamentale per ottenere un riconoscimento forte  da parte della società. Penso che la proposta contenuta nel libro costituisca un importante riferimento per lo sviluppo del lavoro di costruzione di un chiaro profilo delle professioni intellettuali.
Emilio Bartezzaghi – Docente Politecnico di Milano- Dipartimento di Ingegneria Gestionale

- - - - - - - - - - - - - -

Ho letto il lavoro di Antonelli principalmente con l’occhio del responsabile di una struttura impegnata a fornire servizi all’interno di un Gruppo internazionale, ma talvolta sono andato con le riflessioni ai miei precedenti vent’anni di consulente. Con queste due diverse prospettive, mi sono ritrovato spesso a considerare come  il modello complessivo delle “Professioni” si adatti bene a descrivere il percorso virtuoso, gli elementi in campo, le forze di accelerazione e bilanciamento che contraddistinguono le organizzazioni finalizzate alla produzione di servizi e beni intellettuali d’eccellenza.
Tali stimoli assumono particolare rilevanza nel sempre più integrato mondo dei servizi che un’azienda può  richiedere sia alle sue strutture interne sia a strutture di servizio esterne, in logiche di bilanciamento e variabilizzazione dei costi, dei rischi e più in generale talvolta in situazioni di challenge tra in e out. In questo senso, se una struttura di servizi aziendale non è attenta a porsi con lo stesso paradigma di valori di una struttura professionale esterna, il suo rischio di insuccesso nel medio termine sarà elevatissimo.
Per noi professionisti, operanti all’interno di un’organizzazione o facenti parte di strutture dedicate a servizi verso il mercato, pensare noi stessi come “Imprenditori Molecolari” può rappresentare lo stimolo per continuare ad investire sulla nostra professionalità, sulle nostre conoscenze e abilità, spendibili di volta in volta in contesti diversi, in un mondo che corre a velocità sempre più sostenuta.
Enzo Bertolini, CIO Ferrero Group

- - - - - - - - - - - - - -

Aver posto l’accento sul problema dell’associazionismo mi sembra il pregio maggiore del libro di Antonelli, perché la troppa insistenza, certe volte, sui requisiti individuali del successo ci porta a dimenticare il versante della natura collettiva delle difficoltà, soprattutto in momenti di crisi come questo che stiamo attraversando. Dobbiamo abituarci a vivere in un clima diverso da quello che abbiamo conosciuto negli ultimi tre decenni. Soprattutto per chi ha fatto il manager o il consulente del management si profila un futuro nel quale i problemi d’identità, associati a un ruolo definito, si presenteranno in maniera acuta e forse drammatica. Chi ha una certa età sarà indotto ad accelerare i tempi del ritiro dalla professione per ripararsi in un esilio sicuro e non doverne subire l’impatto. Ma per altri affrontare problemi d’identità forse può essere stimolante, così come provare a vivere ed operare con propri skill professionali in un mondo dove l’impresa non è l’unico punto di riferimento dell’organizzazione sociale. E allora anche le reti di professionisti dovranno essere un’altra cosa.
Sergio Bologna – Docente, scrittore ed esperto di lavoro autonomo e professioni

- - - - - - - - - - - - - -

Nella turbolenta evoluzione del mondo del lavoro, le professioni impiegate dall’impresa hanno un ruolo decisivo sia sulle variabili hard come le performance che su quelle soft come la cultura aziendale. Le organizzazioni di successo fanno scelte che ottimizzano il mix tra professioni interne ed esterne e favoriscono lo sfruttamento di tutto il potenziale delle competenze in gioco.
Trovo molto interessante lo spunto del testo dove si tratta la professione come un servizio. Anche il percorso professionale richiede di essere progettato, promosso, offerto e costantemente evoluto per continuare a generare valore per chi “ne fa uso”.
Il libro di Antonelli è una stimolante ed efficace rappresentazione di questo contesto, molto utile per chi deve interpretare la situazione e utilizzare un modello di riferimento per il futuro proprio e di quello della sua organizzazione”.
Maurizio Galli – Direttore Sistemi Informativi MEDIASET Group

- - - - - - - - - - - - - -

Uno strumento indispensabile per discutere e dare consapevolezza di sé al mondo delle professioni non regolamentate. Ho apprezzato il tentativo, che considero riuscito, di identificare e delimitare il campo, accompagnandoci, tappa dopo tappa, ad una definizione solida e suggestiva dei nuovi protagonisti dell'economia della conoscenza.
Una definizione nella quale sono evidenziati anche i dati soggettivi, di percezione del proprio lavoro come attività pienamente professionale. Un elemento questo, che avendo assunto dimensioni di massa, è destinato a sconvolgere i vecchi assetti del mercato del lavoro e dei sistemi produttivi.
Sergio Gambini – Responsabile Progetto Professioni CNA

- - - - - - - - - - - - - -

Antonelli dedica il suo nuovo libro al tema delle professioni per l'impresa, spaziando nel mare più vasto dell'economia della conoscenza e delle professioni intellettuali in generale. Il primo merito è quello di aver individuato il tema delle professioni come argomento che meritasse una riflessione approfondita e ad ampio spettro. Un valore aggiunto è nell’aver raccolto e sistematizzato, in schemi brillanti per chiarezza, utilità ed utilizzabilità, molti contributi che studiosi ed intellettuali (da Davenport e Druker a Butera) hanno scritto sul tema.
In questo libro, che si legge con facilità e coinvolgimento, Antonelli ha la "verve" del "divulgatore nato", della persona che ti introduce ad argomenti complessi con la competenza (e la voglia, il desiderio, il piacere) di renderli vicini, abbordabili a tutte le persone interessate con parole semplici ed immagini efficaci.
Paolo Guidi - MIS Gucci Group

- - - - - - - - - - - - - -

Il libro “le professioni per l’impresa” è utile a tutti perché descrive in modo sistematico l’importanza e le caratteristiche del lavoro professionale nei nostri giorni. Inoltre, rende comprensibile a tutti l’importanza del lavoro professionale sia all’interno delle imprese che, più in generale, nell’economia italiana. Infatti, spiega perché il lavoro intellettuale sia un fattore determinante nella competizione economica attuale e, soprattutto, futura.
Nel libro di Claudio Antonelli è da segnalare in particolare l’analisi di come si stanno ridefinendo i confini organizzativi dell’impresa “c’è un dentro come se fosse fuori e un fuori come se fosse dentro” e la descrizione, impietosa ma equilibrata e realistica, delle carenze diffuse che il mondo economico, professionale, sociale e politico ha evidenziato in questi anni e che, se superate, potrebbero dare un grande slancio alla qualità competitiva del nostro paese e, finalmente, consentire una più forte  “identità del mondo professionale” in grado di fare breccia anche nella coscienza e nella visibilità sociale.
Davide Imola – Responsabile Professioni - Dipartimento Politiche Economiche Cgil

- - - - - - - - - - - - - -

Il testo “Le professioni per l'impresa” apre al lettore profano ed anche al giornalista (tuttologo, ma sostanzialmente approssimativo) un’interessante finestra su un mondo per molti sconosciuto. Ci dice che l'impresa non è più un organismo chiuso, o che almeno esiste una scuola di pensiero per renderla sempre meno chiusa, grazie alla rete di collaboratori e di professioni collegate, che crea un lavoro collettivo. Oggi, del resto, tutto è lavoro collettivo, anche un giornale o un network televisivo. Senza una rete nessuno ce la fa, in nessun campo. L'impresa-rete è già un pezzo di futuro.
Giuseppe Iselli - Presidente UNGP - Unione Nazionale Giornalisti

- - - - - - - - - - - - - -

In un momento in cui è possibile sentire ancora affermare in Parlamento, non al bar, che le professioni intellettuali sono solo quelle per le quali esiste un Ordine, senza che chi ascolta abbia un moto di orgoglio e smentisca seccamente l’oratore, leggere libri come quello di Claudio Antonelli riconcilia con la ragione.  Certo, se è vero, come è vero, che viviamo nella economia della conoscenza, se le società evolute come le nostre in questo nuovo secolo si nutriranno soprattutto del sapere professionale, va notato che qualcosa non sta andando per il verso giusto. Ma, è stato detto, nessun esercito può fermare le idee. E’ bene però che ci siano persone di buon senso che le aiutino a correre.  Il merito del libro di Antonelli è proprio questo: analizza con precisione e commenta con intelligenza i singoli elementi che costituiscono lo stato dell’arte delle professioni intellettuali, razionalizza il tutto e ne trae le inevitabili conclusioni.
Giuseppe Lupoi, Presidente COLAP – Coordinamento Libere Associazioni Professionali

- - - - - - - - - - - - - -

Ho letto con interesse il saggio di Antonelli: è un contributo maturo nel collegare nuove figure socio-professionali ad un vasto processo di innovazione organizzativa.
Bruno Manghi – Sociologo, già Direttore del Centro Studi Nazionale Cisl

- - - - - - - - - - - - - -

Ho trovato interessanti i contributi di Antonelli e degli altri autori. Ripensando alla ricerca che ho curato nel 1987 Lavorare a Milano, il libro mi ha fatto vernir voglia di ripetere la ricerca a vent’anni di distanza. Sarebbe interessante studiare l'evoluzione delle professioni nel capoluogo lombardo.
Alberto Martinelli - Docente di Scienze Politiche e Sociologia all’Università Statale di Milano

- - - - - - - - - - - - - -

L’impresa, oggi come in passato, è un’istituzione. Un’istituzione fatta di tante componenti: il capitale, la proprietà, l’organizzazione, il lavoro, i consumatori. Tuttavia, l’impresa è cambiata profondamente negli ultimi anni: da istituzione statica è diventata sempre più dinamica e aperta. I confini d’impresa si sono fatti sempre più traspiranti: si confondono ormai con la comunità esterna, il territorio, la rete globale in cui sono inseriti.
E, dall’interno, ogni azienda trae forza dal suo capitale più prezioso: le risorse umane. Nell’impresa odierna è tornato in primo piano il tema della centralità della persona: il professionista aziendale è la versione contemporanea dell’uomo artigiano, che ama il lavoro fatto bene, vi si identifica, lo arricchisce. Passione, accuratezza, personalizzazione, orgoglio sono infatti le caratteristiche del profilo tracciato nel volume Le professioni per l’impresa.
Questo testo, curato da Claudio Antonelli, descrive così al meglio le figure che segnano e accompagnano il percorso dell’azienda moderna. Figure professionali dove la conoscenza rappresenta il vero punto di forza intangibile, ma assolutamente concreto, del professionista stesso, della impresa in cui lavora, ma anche del suo territorio di riferimento.
Le professioni per l’impresa è un manuale di studio, ma anche un’analisi acuta e attenta di un mondo aziendale che cambia velocemente e che va spiegato per riconoscere le soluzioni, economicamente e socialmente, vincenti del prossimo futuro. Per progettare e sviluppare nuove forme efficaci di organizzazione di impresa, è necessario partire dalla conoscenza delle  professioni e delle loro caratteristiche: questa è la felice intuizione del volume di Antonelli.
Carlo Sangalli Presidente Confcommercio e Camera di Commercio di Milano

- - - - - - - - - - - - - -

Il libro di Claudio Antonelli ha preceduto di mesi l’entrata dell’argomento professioni nel taccuino caldo della politica. Si dirà, c’era sempre stato: è vero, ma l’argomento ha avuto un percorso assai accidentato. Si discusse molto di professioni negli anni cinquanta, quando i partiti liberale e repubblicano prima maniera se ne fecero paladini. Poi, dagli anni sessanta in poi, l’argomento si è appannato via via che il lavoro dipendente prendeva il sopravvento tramite la sindacalizzazione attraverso le confederazioni legate ai partiti di massa. Nella cultura ideologica dominante nella Prima Repubblica le professioni sono finite nell’angolo, accusate di volta in volta di parassitismo e di evasione fiscale, a dispetto della protezione democristiana. Negli anni novanta, con l’accelerata crisi della socialdemocrazia (fenomeno europeo) l’argomento professioni è tornato all’attenzione dei partiti in un’ottica essenzialmente elettoralistica. Oggi si scrive e si discute di professioni più di ieri, ma tuttora manca nella politica una visione sociologica corretta del loro ruolo nelle società terziarie. Il prezioso libro di Antonelli va suggerito ai politici, quelli di buona volontà, pochi, che intendano capire come va il mondo.
Mario Unnia, politologo, fondatore della rivista ‘Etica degli affari e delle professioni’

- - - - - - - - - - - - - -

Il libro “Le professioni per l’impresa” di Claudio Antonelli fornisce un validissimo ed innovativo approccio  scientifico  all’analisi del lavoro di “professionista”.
Partendo dalla definizione di professione e dalle sue radici, viene fornito un chiaro modello per individuare i caratteri distintivi dei professionisti e le leve per raggiungere l’eccellenza professionale. Un approccio strutturato, quasi ingegneristico, applicato ad una materia finora poco modellizzata e indirizzata in modo analitica.  Credo che in futuro il modello possa evolvere e facilitare strumenti e servizi che ne recepiscano la logica
La lettura è molto scorrevole e coinvolgente: argomenti complessi vengono spiegati e schematizzati in modo molto chiaro. I contributi dei vari autori che compongono la seconda parte del libro dedicata alle esperienze e ai casi di professione completano in modo egregio la prima parte e forniscono numerosi spunti di riflessione su casi pratici.
Fabio Vacirca -  Managing Partner Consumer Goods & Services- ACCENTURE

- - - - - - - - - - - - - -

 

Indice

Profilo autori

Presentazione generale

Recensioni dai media

Come acquistare